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Venditore on-line di successo: You can! – II pt.

Come fare del proprio business un’attività top-ranking e top-rated

Abbiamo capito nella prima parte dell’articolo, l’importanza di recensioni e feed-back. Ma come arrivare quindi al top? Qualche semplice regoletta per raggiungere il traguardo e diventare un venditore on-line di successo.

Creare una pagina Google My Business

Questo è il nucleo dei tuoi ranking online, la pagina che mostrerà le tue recensioni e apparirà sulla prima pagina del sito aziendale. Chi ha un po’ di esperienza si può facilmente rendere conto che nelle campagne, molte chiamate dirette arrivano dalla pagina Google My Business, piuttosto che dal sito web.

Fare una campagna di reputazione online

Quando i motori di ricerca classificano le imprese, cercano quelle imprese che possano fornire al cliente un’esperienza eccellente. Per fare questo, cerca dei segnali on-line che dimostrino una sorta di leadership nel settore di provenienza. Per questa ragione la presenza on-line è fondamentale: profili social, aggregatori di aziende. Tutti questi parametri concorrono a creare l’immagine che Google ha della tua azienda. Per creare la reputazione poi, è necessario segnalare questa presenza ai clienti, in particolare per Google My Business, così da accumulare recensioni positive.

Fare una campagna di ottimizzazione del sito web

Dal sito web si possono poi sfruttare tutti gli altri portali e strumenti di marketing. Ovviamente ottimizzare un sito, non è argomento facile da trattare in poche righe. Ma qualche piccolo e semplice accorgimento c’è:

Entra nelle liste: se i motori trovano riferimenti al tuo business con frequenza, il tuo brand acquisirà una certa reputazione on-line. Consigliato è iscriversi direttamente nelle directories, ma esistono anche dei siti che forniscono questo servizio.

Crea contenuto: Google tiene in conto gli aggiornamenti del sito o del blog, e ti danno visibilità di conseguenza. Google tiene in conto anche la qualità dei contenuti, quindi aggiornare copiando cose già esistenti sul tuo o su altri siti, non è funzionale.

Ottieni visibilità: pubblicare il contenuto non basta. Bisogna che questo giri, attraverso i social, comunicati, riviste. Ottenere semplicemente condivisioni o riferimenti al proprio sito, su un sito amico, è fondamentale per acquisire posizionamenti.

Con questi semplici accorgimenti, la strada per diventare un venditore on-line di successo è segnata.

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Venditore on-line di successo: You can! – I pt.

Come fare del proprio business un’attività top-ranking e top-rated

Gli acquisti on line sono il futuro, ma anche il presente. La vera differenza in termini di crescita sulla vendita al dettaglio la può fare la rete. E allora come sfruttare questa opportunità? Per diventare un venditore on-line di successo, bisogna tenere alcuni fattori a mente.

Ricerche on-line

Un dato approssimativo ma veritiero: circa l’80% degli acquirenti fa prima ricerche on line. Questa ricerca racchiude in sé una volontà di acquisto che può quindi essere convertita. Quindi la risposta vincente in questo caso è concentrarsi proprio sulle ricerche, acquisire posizionamenti favorevoli verso un target già profilato: chi ricerca quel dato prodotto e servizio. Il marketing dietro questa operazione è poco impegnativo economicamente, proprio perché il pubblico è già circoscritto. Basta offrire ai potenziali clienti, quello che loro stessi cercano.

Recensioni e feedback

Recenti studi dimostrano che il 92% dei consumatori ora legge recensioni online prima di prendere una decisione di acquisto. Ovviamente sono due i fattori rilevanti per una buona reputazione: il numero di recensioni aziendali e il rating complessivo. Se il tuo prodotto e il tuo servizio sono buoni, mettere in connessioni ricerche e recensioni è il semplice passo verso il successo.

Tutto chiaro, ma come?

Come rendere il proprio business diventare un venditore on-line di successo, top-ranking e top-rated?

Bisogna diventare un’opzione top-ranking nella prima pagina dei motori di ricerca (Google, in particolare) per le chiavi di ricerca più usate nel tuo settore.

E’ necessario essere la scelta, e per fare questo bisogna ottenere molte recensioni e tutte positive. Qualche scivolone può capitare ma anche la risposta in questo caso, fa la differenza.

Sembra tutto chiaro, ma nella pratica può risultare meno semplice. Bastano le conoscenze e la costanza. Per le prime, leggete la seconda parte dell’articolo domani. Per la seconda, beh dipende solo da voi!

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Leadership: cosa un leader NON deve dire!

Leadership: 5 esempi di cose da non dire mai

Si fa presto a dire Leadership. I veri Leader fanno questo, i veri Leader dicono questo (ne abbiamo parlato anche noi qui). Ma che cosa non dice un Leader? Misurare le parole è importante, soprattutto se si ha una squadra da condurre. Quello che si dice può avere un impatto negativo, essere mis-compreso o si può rischiare che una parola faccia perdere il punto a tutto il team. Ecco le 5 espressioni che un leader non dovrebbe usare mai…

Non posso fare niente

Dire a qualcuno che ti presenta un problema non posso farci nulla, è estremamente deleterio. Significa non solo non ho soluzioni, ma anche non sono in grado di produrre idee… E nessuno vuole andare dietro a chi non ha idee, provoca frustrazione, pessimismo e disperazione. Basta pensare “E se avessi una bacchetta magica, che cosa farei?” e provare a fare la cosa più simile alla risposta.

“Sempre” e “Mai”

Mai usare mai potrebbe parere un ossimoro ma è un mantra da ricordare. Le persone hanno memoria lunga e non si può assicurare nel lungo periodo la stabilità di una situazione a garanzia di un certo risultato. Vorrebbe dire incoerenza e ancora una volta, inaffidabilità. Due caratteristiche non proprio da leader.

“No, perché …”

Accogliere la novità non è sempre facile, ma un leader deve essere una figura positiva. Giustificare un rifiuto con “non è mai stato fatto in passato” dà l’idea di un immobilismo che difficilmente viene accolto con calore. Non bisogna sempre dire sì, ma si potrebbero porre delle condizioni per provare a implementare una data cosa.

“Ha senso? Hai capito?”

Potrebbe essere un tentativo positivo di chiarezza, ma instilla il dubbio sulle certezze del leader stesso. Ci sono altre espressioni per chiarire dubbi, che predispongono maggiormente gli altri al dialogo. Tipo “Ci sono domande?” o “E’ tutto chiaro?”. Fa tutta la differenza del mondo.

“Ma”

Spesso, il capo tende a fare un complimento seguito da un MA e critica. Un dipendente esposto a questo tipo di comportamento si abitua e non sente più il complimento, o ci crede ben poco. Una critica è una critica. L’importante è farla in maniera costruttiva. Un complimento è tale e deve avere la dignità di un momento tutto suo, non servire per indorare la pillola.

Ci sono cose che un leader fa e un capo no, altre che un capo dice mentre un leader evita. Basta tenerle a mente ed allenarsi a non usarle.

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Come liberarsi dell’insicurezza: 3 consigli

3 CONSIGLI PER ELIMINARE LE DISTORSIONI COGNITIVE

Ne abbiamo parlato ieri e conoscere le abitudini tossiche di un insicuro è il primo passo per analizzarsi. Ma una volta compreso che si cade incerti meccanismi? Una volta che ci si rende conto che una distorsione cognitiva potrebbe essere in agguato, che fare? Ecco alcuni consigli per liberarsi dell’insicurezza e delle sue abitudini.

Metti alla prova ciò che pensi

Abbandonarsi a ragionamenti emotivi, a interpretazioni del pensiero altrui o all’auto-responsabilizzazione, può capitare. Una volta che ci si rende conto che si potrebbe essere in quel meccanismo, è essenziale fermarsi e cercare delle prove tangibili. Le intuizioni, i sentimenti di pancia e il sesto senso non figurerebbero sulla lista dei testimoni di un tribunale. Quindi non sono prove tangibili e oggettive. Quali sono le prove del tradimento, le prove dell’odio o addirittura le prove della propria responsabilità? Sono domande da porsi. Tuttavia può capitare che i sentimenti di sconforto abbiano il sopravvento in certi momenti. Per questa ragione è fondamentale che si attenda che la tempesta si calmi prima di fermarsi e sedersi a tavolino con la realtà.

Agisci come le persone sicure di sé

La proiezione che noi diamo di noi stessi, a noi e agli altri, costruisce ciò che noi siamo. Ogni qualvolta ci troviamo in situazioni critiche, chiedersi come si comporterebbe una persona sicura è il primo passo per esserlo. Non cedere alla tentazione di leggere quei messaggi o quelle mail quando capita l’occasione, per esempio. Oppure non sottolineare ripetutamente e inopportunamente i propri meriti o i propri successi. Anche se non si è in grado di fermare i pensieri tossici, scegliere di agire diversamente può condurre a un cambiamento del pensiero stesso. Agisci come vorresti sentirti e quel sentire arriverà!

Vaccinati contro l’insicurezza

L’insicurezza è un dubbio su sé stessi. Ci si può preparare, cercare di essere pronti ma un dubbio, di non essere abbastanza, di non essere all’altezza, che potrebbe esserci qualcuno migliore potrebbe non sparire. L’unico modo per affrontarlo è crearsi un mantra, una risposta da dare a sé stessi ogni qualvolta l’insicurezza assale. Ci sarà sempre qualcuno più bravo/intelligente di me, Non importa ciò che faccio, ci saranno sempre persone cui non piacerò o che non mi piaceranno. Cucire il mantra sulla propria insicurezza e ripeterselo fino allo sfinimento, fino a rendere il dubbio stesso, noioso. E’ un modo per liberarsi dell’insicurezza stessa, rendendola innocua.

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Le abitudini tossiche di un insicuro

LE DISTORSIONI COGNITIVE FRUTTO DELL’INSICUREZZA

L’insicurezza è una compagna a tratti rassicurante, che ci offre facili distorsioni, all’apparenza estremamente accurate, della realtà. Sono distorsioni cognitive, bugie che ci raccontiamo e che rappresentano abitudini tossiche ma che, in quanto abitudini, ci risultano rassicuranti. Quali sono quindi le abitudini tossiche di un insicuro?

Ragionamento emotivo

Trasferire sulla realtà, o sulla nostra interpretazione della realtà, uno stato d’animo personale è un’abitudine tossica che si auto-alimenta. Quando ci si sente scoraggiati, senza speranza, e si guarda al contesto pensando che non ci sia soluzione, si crea la condizione affinché la soluzione non si faccia trovare. Quando, in un rapporto di coppia, ci si sente gelosi, l’insicurezza conduce a vedere continuamente nell’altro segni di tradimento, anche laddove questo non sussista. Affrontare il ragionamento emotivo è particolarmente frustrante per gli altri, perché si maschera una sensazione di pancia dietro appunto un ragionamento all’apparenza impeccabile.

Leggere la mente

Supporre di sapere cosa pensano altre persone rappresenta un passaggio successivo del ragionamento emotivo. La propria insicurezza attribuisce ai pensieri altrui, giudizi negativi che a loro volta alimentano l’insicurezza stessa. Cedendo a questo meccanismo sarà facile abbandonarsi a pensieri che richiamino al giudizio, al rifiuto, o ancora, all’idealizzazione della situazione altrui, se comparata alla propria.

Auto-responsabilizzazione

L’insicurezza spesso conduce anche a un meccanismo perverso per cui ci si sente sempre responsabili di quel che accade. Se qualcuno è arrabbiato, se qualcuno è insoddisfatto, se qualcuno è triste, la responsabilità va attribuita a qualche mia manca. Questa dinamica alimenta il senso di colpa che a sua volta alimenta l’insicurezza stessa. E quindi? Come liberarsi da queste abitudini tossiche? Domani qualche consiglio per affrontarle!

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Autocontrollo: la chiave del successo

Perché l’autocontrollo è essenziale per la leadership.

Se volessimo definire il concetto di autocontrollo potremmo dire che si tratta della capacità di praticare l’autodisciplina. Mantenere le emozioni sotto controllo, valutare razionalmente un’azione prima di compierla, praticare il buon senso e una sana dose di giudizio.

L’autocontrollo come gestione

Un buon autocontrollo è fondamentale in ogni aspetto della vita, ogni qualvolta si voglia esercitare un ruolo di leadership. E’ una condizione che rene possibile la sublimazione delle altre qualità di un individuo. Se si perde il controllo razionale, a lavoro come con i figli, un intento o un’azione anche positiva, perdono di efficacia. Le decisioni devono essere prese con la sfera razionale, non essere preda di emozioni, anche fosse entusiasmo. Tantomeno paura. La mancanza di autocontrollo compromette il giudizio, il buonsenso e perfino la fiducia in sé stessi.

L’autocontrollo come risposta

Esercitare autocontrollo è particolarmente difficile quando si devono affrontare risposte oppositive. E’ facile che la rabbia abbia il sopravvento di fronte a chi comunica in antagonismo. Se si cede alla rabbia, abbiamo concesso all’altro il controllo delle nostre emozioni. Cosa fare quindi? Concentrarsi su cosa e non sul come viene detto. In questa maniera, si possono acquisire informazioni, rispondere correttamente, senza però perdere il controllo delle proprie emozioni.

L’autocontrollo è la prima risposta per uscire vincenti da qualsiasi situazione difficile che chiunque voglia aver successo, deve affrontare, E vincere.

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Curiosità: lo strumento più potente – II Pt.

Esercizi per allenarla – II Parte

Come dicevamo ieri nella prima parte dell’articolo “ Curiosità : lo strumento più potente che abbiamo”, porsi domande e poi trovare soluzioni fantasiose, è il primo passo verso il successo. Porsi domande è un’attitudine spontanea per alcuni, ma i più tendono a perderla crescendo. E’ quindi importante allenare questa pratica. Quindi oggi la seconda parte dei nostri consigli.

Scenari

Impara a pensare per scenari. Cosa succederebbe se togliessimo la tastiera al telefono (touch-screen) o se inventassimo un libro elettronico (Kindle). Registra le idee migliori e i cambiamenti che apportano.

Pensare per moduli

Può sembra un po’ elaborato e fine a sé stesso, ma prova a spezzettare le esperienze che meglio conosci in moduli più piccoli e analizzare la qualità del servizio per esempio, per moduli. Una semplice colazione può essere suddivisa in ordine, preparazione, servizio, degustazione, pagamento. Analizzando le cose meno riuscite è importante provare a pensare come sarebbero migliorabili. E poi cercare di fare un parallelo con le proprie attività, per non commettere un errore conosciuto e per provare ad applicare, mentalmente, la soluzione trovata.

Guardare con occhi nuovi

Trova il tempo di riguardare i negozi retail o on-line che conosci, con occhi nuovi. Chiediti il perché del loro successo, depurando le risposte da tutto il portato di esperienze pregresse. Alcune risposte saranno ovvie, altre ti sorprenderanno. Annota queste “sorprese” e rifletti sulle tue attività.

Adotta un progetto

Visita un sito di crowd-funding per esempio, dove si trovano le idee innovative che cercano mentalmente. Supponi di voler finanziare l’una o l’altra cosa e chiediti perché dovrebbero aver successo. Scrivilo, leggi quell’elenco e prova a vedere se nessuna delle voci è riconducibile al tuo business.

Allo stesso modo prendi un progetto o un oggetto che ha avuto già successo, e chiediti per lo ha avuto. Guarda le recensioni, analizza i trend di mercato, la domanda cui ha risposte e il sentimento popolare che ha appagato. E poi cerca di capire se queste scelte siano applicabili anche al tuo business.

Allenate la curiosità, sarà un pass per ogni situazione.

 

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Curiosità: lo strumento più potente – 2 pt.

Esercizi per allenarla – I Parte

La curiosità è il motore dell’innovazione e in qualche maniera del successo. La curiosità è innata nei bambini e tende a scemare con l’età adulta perché la società stessa non vede di buon occhio le domande “scomode”.

Cos’è la curiosità?

Ci sono tre tipi di curiosità:

  • quella diversificata che altro non è che la fame di novità
  • quella empatica è l’intenzione di capire gli altri
  • quella epistemica è la nostra ricerca più profonda e più diretta della comprensione. E’ quella che crea le domande e ci pone questioni.

Essere curiosi ci ispira a pensare in modo creativo per risolvere i problemi. Internet e tecnologie digitali hanno ridotto la forbice fra desiderio e gratificazione, fra domanda e risposta. Questo però tende ad inibire la curiosità epistemica che è il vero motore di crescita. Dovremmo quindi prendercene cura con attenzione, allenarla come fosse un muscolo. Come? Con i nostri esercizi.

Esercizi per stimolare la curiosità

  • Osservare

Passare quindici minuti in un luogo affollato, dove ci sono persone in attesa. Una stazione o un bar. Cercare di dare una descrizione di chi, cosa, come, dove e quando. Stilare un elenco di cosa fanno le persone quando pensano che nessuno le stia guardando e rielaborare successivamente le informazioni.

  • Frustrazione

Cercare di cogliere i momenti di frustrazione di avventori e passanti. Una volta individuata la ragione di tale frustrazione prova ad elaborare una soluzione per essa.

  • Soluzioni

Analizza problematiche comuni o della comunità in cui vivi. Annota le soluzioni utilizzate e prova tu stesso a proporne una o più cercando di fare focus sul valore aggiunto rispetto alle altre soluzioni proposte.

Domani vi daremo qualche altro suggerimento per far volare la vostra curiosità, e la fantasia!

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Compiti spiacevoli: come liberarsene?

Istituire una giornata nazionale del “non rimando più” per liberarti dai compiti spiacevoli accumulati nella lista delle cose da fare.

Tutti, o quasi, tendiamo a rimandare le cose che meno ci piace fare. E’ fisiologico, se non è urgente, ed è qualcosa che non ci piace, lo lasciamo lì sulla lista delle cose da fare, rimandando, procrastinando all’infinito. Ma oltre a intasare la suddetta lista creano un malessere latente, una sensazione che ci dice che qualcosa non va. Senso di colpa, perfino, talvolta.

La giornata nazionale “Non rimando più”

L’unica maniera per adempiere a questi doveri, è decidere una scadenza, un giorno. La giornata nazionale “non rimando più”, il 17 febbraio potrebbe essere una buona data. A differenza di altre festività non la si aspetterà con gioia e attesa, anzi. La sensazione emotiva all’approssimarsi della data sarà quella di spiacevole fastidio. D’altra parte si tratta di compiti spiacevoli che rimandiamo da chissà quanto! Dev’essere una giornata di solidarietà nazionale. Quella in cui si fa finalmente un check up dal medico. Si taglia l’erba o la siepe. Una giornata di azione e realizzazione.

Compiti spiacevoli, non più tali.

Passata la giornata nazionale “non rimando più”, anzitutto a differenza che dopo natale, non dovrete pulire la casa. Ma soprattutto vi sentirete liberi e felici, dopo aver finalmente messo in ordine le bollette o incollato le foto nel  rispettivo album. Alla fine della giornata, se con disciplina avrete adempiuto una per una alle voci della lista, vi sentirete estremamente appagati ma anche in grado di fare tutto, qualsiasi cosa!

Provare per credere.

La mia altra cosa da fare è che completare compiti spiacevoli in un grosso gruppo (chiamarlo un bouquet di compiti spiacevoli) è estremamente emozionante, motivante e stimolante. Completare un compito spiacevole ti dà l’energia per iniziare la prossima, e così via. Alla fine della giornata, ero brainstorming per più prima che l’orario finisse. Non mi sentivo come se fossi stato addolorato tutto il giorno. Mi sembrava di poter assumere il mondo. Ciò che è iniziato come una “vacanza” ironica si sentiva davvero come una celebrazione.

Infine, gran parte della magia di NUT Day è che crea una scadenza dura per compiti che altrimenti avrebbero finito per sempre. Fare una volontà (o altri compiti di pianificazione a lungo termine) può letteralmente essere messo fuori per decenni senza una falsità di scadenza in atto.

Sono stato così alti per la prima giornata spiacevole di lavoro che stavo gridando dai tetti. O piuttosto, stavo raccontando ai miei amici e colleghi personalmente e sui social media. Quando il prossimo giugno si rotolò, la mia rete voleva nella celebrazione.

Mi è piaciuto come alcune persone abbiano scelto solo una o due attività che migliorano la loro vita, mentre altri hanno completato un elenco più lungo. E alcune persone avevano una piccola chirurgia.

Ho chiesto a qualcuno dei miei amici per posta elettronica che cosa hanno fatto per l’anno scorretto nazionale spettacolare e le loro risposte catturano lo spirito della festa così come la strana euforia che viene con la cancellazione di preoccupazioni croniche dagli angoli della tua mente:

“Infine, dopo otto mesi, ho rotolato il mio IRA dal mio vecchio lavoro ad un nuovo conto privato.”

“Ho pulito il mio dannato forno! E per qualche motivo mi è piaciuto ogni secondo! ”

“Ho passato attraverso il mio armadio e cassetti e ho preso i vestiti che non mi indossano più. Ho messo quei vestiti in borse, e nel passo che sono più orgoglioso, ho messo quelle borse nella mia macchina “.

“Ho allontanato tutti i cavi di alimentazione sotto la mia scrivania. E poi mi sono sentito libero. ”

“Ho inviato 100 email di lavoro. Letteralmente 100 email. ”

“Ho una vasectomia. Non era così male! ”

Mi è piaciuto come alcune persone abbiano scelto solo una o due attività che migliorano la loro vita, mentre altri hanno completato un elenco più lungo. E alcune persone avevano una piccola chirurgia.

Per la terza giornata annuale spiacevole nazionale, che cade il 4 giugno, sono stranamente eccitato. Ho il giorno bloccato e la mia lista pronta da me. Ci sono molti compiti veramente sgradevoli (trovare un piano migliore per cellulari! Annulla l’iscrizione dalle liste della posta indesiderata!).

Non vedo l’ora. Vuoi unirti a me?

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MFM: Must – Fashion – Music

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