Articoli

Come liberarsi dell’insicurezza e delle abitudini connesse

3 CONSIGLI PER ELIMINARE LE DISTORSIONI COGNITIVE

Ne abbiamo parlato ieri e conoscere le abitudini tossiche di un insicuro è il primo passo per analizzarsi. Ma una volta compreso che si cade incerti meccanismi? Una volta che ci si rende conto che una distorsione cognitiva potrebbe essere in agguato, che fare? Ecco alcuni consigli per liberarsi dell’insicurezza e delle sue abitudini.

Metti alla prova ciò che pensi

Abbandonarsi a ragionamenti emotivi, a interpretazioni del pensiero altrui o all’auto-responsabilizzazione, può capitare. Una volta che ci si rende conto che si potrebbe essere in quel meccanismo, è essenziale fermarsi e cercare delle prove tangibili. Le intuizioni, i sentimenti di pancia e il sesto senso non figurerebbero sulla lista dei testimoni di un tribunale. Quindi non sono prove tangibili e oggettive. Quali sono le prove del tradimento, le prove dell’odio o addirittura le prove della propria responsabilità? Sono domande da porsi. Tuttavia può capitare che i sentimenti di sconforto abbiano il sopravvento in certi momenti. Per questa ragione è fondamentale che si attenda che la tempesta si calmi prima di fermarsi e sedersi a tavolino con la realtà.

Agisci come le persone sicure di sé

La proiezione che noi diamo di noi stessi, a noi e agli altri, costruisce ciò che noi siamo. Ogni qualvolta ci troviamo in situazioni critiche, chiedersi come si comporterebbe una persona sicura è il primo passo per esserlo. Non cedere alla tentazione di leggere quei messaggi o quelle mail quando capita l’occasione, per esempio. Oppure non sottolineare ripetutamente e inopportunamente i propri meriti o i propri successi. Anche se non si è in grado di fermare i pensieri tossici, scegliere di agire diversamente può condurre a un cambiamento del pensiero stesso. Agisci come vorresti sentirti e quel sentire arriverà!

Vaccinati contro l’insicurezza

L’insicurezza è un dubbio su sé stessi. Ci si può preparare, cercare di essere pronti ma un dubbio, di non essere abbastanza, di non essere all’altezza, che potrebbe esserci qualcuno migliore potrebbe non sparire. L’unico modo per affrontarlo è crearsi un mantra, una risposta da dare a sé stessi ogni qualvolta l’insicurezza assale. Ci sarà sempre qualcuno più bravo/intelligente di me, Non importa ciò che faccio, ci saranno sempre persone cui non piacerò o che non mi piaceranno. Cucire il mantra sulla propria insicurezza e ripeterselo fino allo sfinimento, fino a rendere il dubbio stesso, noioso. E’ un modo per liberarsi dell’insicurezza stessa, rendendola innocua.

Le abitudini tossiche di un insicuro: emozioni e mente

LE DISTORSIONI COGNITIVE FRUTTO DELL’INSICUREZZA

L’insicurezza è una compagna a tratti rassicurante, che ci offre facili distorsioni, all’apparenza estremamente accurate, della realtà. Sono distorsioni cognitive, bugie che ci raccontiamo e che rappresentano abitudini tossiche ma che, in quanto abitudini, ci risultano rassicuranti. Quali sono quindi le abitudini tossiche di un insicuro?

Ragionamento emotivo

Trasferire sulla realtà, o sulla nostra interpretazione della realtà, uno stato d’animo personale è un’abitudine tossica che si auto-alimenta. Quando ci si sente scoraggiati, senza speranza, e si guarda al contesto pensando che non ci sia soluzione, si crea la condizione affinché la soluzione non si faccia trovare. Quando, in un rapporto di coppia, ci si sente gelosi, l’insicurezza conduce a vedere continuamente nell’altro segni di tradimento, anche laddove questo non sussista. Affrontare il ragionamento emotivo è particolarmente frustrante per gli altri, perché si maschera una sensazione di pancia dietro appunto un ragionamento all’apparenza impeccabile.

Leggere la mente

Supporre di sapere cosa pensano altre persone rappresenta un passaggio successivo del ragionamento emotivo. La propria insicurezza attribuisce ai pensieri altrui, giudizi negativi che a loro volta alimentano l’insicurezza stessa. Cedendo a questo meccanismo sarà facile abbandonarsi a pensieri che richiamino al giudizio, al rifiuto, o ancora, all’idealizzazione della situazione altrui, se comparata alla propria.

Auto-responsabilizzazione

L’insicurezza spesso conduce anche a un meccanismo perverso per cui ci si sente sempre responsabili di quel che accade. Se qualcuno è arrabbiato, se qualcuno è insoddisfatto, se qualcuno è triste, la responsabilità va attribuita a qualche mia manca. Questa dinamica alimenta il senso di colpa che a sua volta alimenta l’insicurezza stessa. E quindi? Come liberarsi da queste abitudini tossiche? Domani qualche consiglio per affrontarle!